L’agroalimentare italiano? È “sulla bocca di tutti”!

I risultati della ricerca condotta da Unioncamere ed Assocamerestero, in collaborazione con le CCIE, sui ristoranti italiani nel mondo e su come rendere più efficace la promozione dei nostri prodotti di qualità.

Come migliorare l’immagine dell’agroalimentare italiano all’estero?
Quali strumenti mettere in campo per contrastare fenomeni come la contraffazione e l’Italian sounding?
 I consumatori esteri conoscono veramente l’enogastronomia italiana, oppure rischiano di rimanere vittime di “falsi Made in Italy”?

A tutti questi interrogativi ha cercato risposte l’Indagine condotta da Unioncamere e Assocamerestero, in collaborazione con 62 Camere di Commercio Italiane presenti in 43 Paesi. Spunti di riflessioni utili, al fine di intensificare l’azione di promozione che l’Italia già da molti anni conduce su un settore così importante per la nostra economia.  Attraverso l’opinione di oltre 1.000 intervistati tra imprenditori, professionisti e opinion leader collegati alle Camere – soggetti potenzialmente più sensibili alle valenze di qualità, riconoscibilità e sicurezza alimentare dei prodotti italiani, chiamati però a rispondere nella loro veste di consumatori – si traccia un quadro delle valenze della ristorazione italiana nel mondo e dei prodotti agroalimentari ad essa collegati.

“L’indagine sul campo effettuata dalle CCIE mostra come l’agroalimentare italiano sia sempre più ‘sulla bocca di tutti’”, tiene a sottolineare il Presidente di Assocamerestero, Augusto Strianese. “Basti pensare che negli ultimi sei mesi circa la metà degli imprenditori e opinion leader esteri intervistati (48%) è stata in media più di cinque volte cliente di un ristorante italiano. Ma il prodotto è solo l’ultimo anello di una catena che parte dall’apprezzamento di una modalità di consumo del prodotto stesso, legato al contesto, all’atmosfera, in poche parole, allo stile dell’accoglienza italiana. È proprio sul binomio qualità dei prodotti-stile di vita, unito ad una maggiore sensibilizzazione dei consumatori locali, che le CCIE puntano per promuovere le produzioni italiane facendo leva sulle valenze dei singoli territori regionali di cui sono espressione”.

Per altre informazioni:

http://www.italplanet.it/interna.asp?sez=926&info=25587&ln=0

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