INTERVISTA A PIETRO CARLONI, CEO E FONDATORE DI AURA

Abbiamo intervistato Pietro Carloni, CEO e fondatore di Aura, la start-up italiana vincitrice del premio My Start Bcn 2025.

 

   1. Aura ha vinto l’ottava edizione di My Start Bcn, organizzata dalla Camera di Commercio Italiana a Barcellona. Come ha accolto il suo team questa vittoria e che significato ha per l’azienda?

La vittoria è stata una grande iniezione di energia per tutto il team. L’abbiamo vissuta come un riconoscimento al lavoro silenzioso svolto in tanti anni. Per Aura, vincere My Start Bcn significa due cose: conferma e responsabilità. Inoltre, farlo a Barcellona lo rende ancora più speciale.

 

     2. Potrebbe raccontarci la storia della sua startup e come è nata l’idea che l’ha ispirata?

Aura è nata da un’esigenza personale. Pietro, il fondatore, soffre di asma e ha avuto l’idea di Aura un giorno in cui ha avuto un attacco. Allo stesso tempo, vedeva come le città crescono, si densificano e accumulano impatto ambientale, mentre noi passiamo sempre più tempo scollegati dalla natura. L’idea di Aura è nata dall’unione di queste due realtà. Da un lato, la necessità di creare spazi dove respirare sia più facile e dove il benessere non sia un lusso. Dall’altro, la convinzione che le città abbiano bisogno di soluzioni che riducano il loro impatto ambientale e migliorino la vita quotidiana delle persone.

 

     3. Qual è la missione della sua azienda e quale esigenza concreta intende soddisfare sul mercato?

La nostra missione è trasformare gli spazi interni in ambienti più salubri, umani e sostenibili, integrando natura e tecnologia in modo misurabile e scalabile. Rispondiamo a un’esigenza molto concreta: migliorare la qualità dell’ambiente interno e il benessere delle persone, e farlo con soluzioni che si adattino a progetti reali di architettura e gestione degli edifici, contribuendo inoltre a ridurre l’impatto ambientale degli ambienti urbani. Aura nasce con questa ambizione: portare la natura negli edifici in modo intelligente, con design e risultati, per contribuire a città più sane e con un impatto minore.

 

      4. Cosa distingue il vostro prodotto o servizio dalle soluzioni già esistenti e cosa lo rende unico?

Ciò che ci contraddistingue è che non trattiamo la natura come un elemento ornamentale, ma come un sistema funzionale integrato nell’architettura. Progettiamo soluzioni biophilic pensate per durare nel tempo, funzionare bene e apportare un valore reale, combinando estetica, ingegneria e una logica di manutenzione professionale. Vogliamo che la natura all’interno dell’edificio abbia uno scopo: migliorare l’esperienza dello spazio, favorire il benessere e contribuire a una visione urbana più sostenibile.

 

     5. Nel corso della vostra carriera, quali sono state le sfide più importanti e come le avete affrontate?

Una delle sfide più importanti è stata quella di trasformare un’idea spesso percepita come “bella” o “emozionale” in un prodotto serio, replicabile e professionale, con processi chiari, costi controllati e manutenzione affidabile. Un’altra sfida è stata quella di conquistare la fiducia di un settore in cui l’esecuzione è tutto e ogni dettaglio conta, dalle scadenze al funzionamento quotidiano dello spazio. L’abbiamo affrontata con metodo, prototipando, testando in condizioni reali, ascoltando attentamente il mercato e costruendo una proposta che funzionasse davvero.

 

     6. In che modo ritiene che la partecipazione a My Start Bcn abbia contribuito alla crescita e allo sviluppo della sua startup?

My Start Bcn ci ha dato visibilità, ma soprattutto focus e chiarezza. Presentare il progetto a un ecosistema esigente ti obbliga a perfezionare il messaggio, stabilire le priorità e spiegare con precisione quale problema risolvi e perché la tua soluzione è rilevante. Ci ha anche aperto connessioni strategiche con mentori, istituzioni e aziende, e questo tipo di rete accelera le decisioni, le opportunità come la partecipazione al 4FNY e le collaborazioni che per una startup sono decisive.

 

     7. Guardando al futuro, quali traguardi, progetti o innovazioni prevede di raggiungere la sua azienda nei prossimi mesi?

Nei prossimi mesi vogliamo consolidare progetti di riferimento in spazi reali e trasformarli in casi dimostrabili, rafforzare la standardizzazione del sistema per scalare senza perdere qualità e continuare a evolvere le nostre soluzioni biofiliche per integrarle sempre meglio in diverse tipologie di architettura. Il nostro obiettivo è che Aura sia sinonimo di biophilic design di alto livello, ma anche di robustezza, affidabilità e contributo tangibile a città più sane e con un minore impatto ambientale. Svilupperemo anche prodotti più piccoli perché vogliamo che chiunque possa portare a casa propria – o nella propria piccola attività commerciale – una soluzione reale per migliorare il proprio benessere e contribuire a città più sane.

 

     8. Che consiglio daresti agli imprenditori che stanno muovendo i primi passi nel mondo delle startup?

Per cominciare: «Never give up». Ma direi anche loro di parlare con il mercato prima di innamorarsi del prodotto e di costruire qualcosa di piccolo ma reale il prima possibile, perché un progetto pilota con utenti o clienti insegna più di qualsiasi presentazione. Consiglierei anche loro di prendersi cura dell’energia del team: l’imprenditoria è una maratona e la costanza, la salute mentale e la capacità di imparare velocemente spesso fanno più la differenza di un’idea brillante isolata.

 

     9. Infine, sulla base della tua esperienza, perché consiglieresti ad altre startup di partecipare a My Start Bcn?

Lo consiglierei perché è un ambiente che accelera la maturità di una startup. Ti offre visibilità, feedback di qualità e contatti utili, ma soprattutto ti costringe a mettere ordine nella tua proposta, a testare la tua narrativa e a convalidare le tue ipotesi di fronte a persone competenti. Se hai ambizione e voglia di costruire, partecipare è un modo molto concreto per crescere più rapidamente e aprire le porte tra gli ecosistemi.

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