In un articolo della Repubblica.it viene detto che dal 2017 al 2020 si prevede una crescita verticale dell’export italiano del 4%, dopo il passo moderato che ha caratterizzato il 2016 con un +1,2%. L’influenza positiva si riflette anche sul PIL in Italia, costituendo un terzo del totale.

Secondo il Rapporto ICE 2016-2017, le esportazioni sono cresciute del 6,6% tra Gennaio e Aprile 2017, facendo posizionare l’Italia al nono posto nella classifica dei paesi esportatori con 462 miliardi di dollari.

Le motivazioni che favoriranno questo cambio di rotta sono: maggiori investimenti da parte di alcuni mercati stranieri, il blocco dell’aumento dei prezzi del petrolio e la svalutazione del dollaro.

Mercati rilevanti per l’export italiano sono, in prima posizione, il Nord America, con una previsione di crescita media del +4,9%, seguita da Asia (Cina, India e Indonesia), con un +4,6%. Altri mercati interessanti si trovano in Europa Occidentale (+ 3,4%) e orientale (2,9%) . Si prevede che le esportazioni verso il Medio Oriente aumenteranno del 2,1% e del 1,6% in America Latina.

Le aziende che esportano sono 215.708, 10.000 in più del 2010. L’industria chimica sarà la prima area di sviluppo con un  5,8% tra il 2018 e il 2020 grazie al rilancio di settori industriali, come l’industria  petrolchimica e farmaceutica. L’esportazione di mezzi di trasporto registrerà un aumento del 5,4% grazie a tutti i suoi settori: macchine, aerei e navi. Al terzo posto troveremo il settore alimentare e delle bevande, con un incremento del 4,6%.

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