{"id":22207,"date":"2017-09-26T10:31:18","date_gmt":"2017-09-26T10:31:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/2017\/09\/volti-di-palmira-ad-aquileia\/"},"modified":"2017-09-26T10:31:18","modified_gmt":"2017-09-26T10:31:18","slug":"volti-di-palmira-ad-aquileia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/2017\/09\/volti-di-palmira-ad-aquileia\/","title":{"rendered":"VOLTI DI PALMIRA AD AQUILEIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/banner_facebook_300x140_px-01_1498575385062357400.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-22203\" src=\"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/banner_facebook_300x140_px-01_1498575385062357400-300x140.jpg\" alt=\"\" width=\"506\" height=\"236\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Museo Nazionale Archeologico di Aquileia<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>dal 2 luglio al 3 ottobre 2017<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Guerre e devastazioni naturali hanno distrutto, a volte cancellato, le architetture, l\u2019arte e i manufatti artistici delle popolazioni mondiali di ogni tempo. Brucia ancora la memoria dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno inflitto ferite profonde all\u2019architettura e all\u2019arte del nostro Paese e di tutta l\u2019Europa. Ma mai si era visto, mai si era assistito, in tempi recenti, al sistematico tentativo di annientare l\u2019altro, attraverso la distruzione della sua cultura, del suo patrimonio, delle vestigia pi\u00f9 lontane e profonde che ci han reso ci\u00f2 che siamo e che pensiamo, nel tentativo di attuare una \u201cpulizia culturale\u201d, come la definisce Irina Bokova, direttore generale dell\u2019Unesco, specchio delle peggiori pulizie etniche. Ancora scorrono vivide le immagini della furia iconoclasta perpetrata a Palmira, ancora ci commuove e indigna l\u2019atroce fine di Khaled al-Asaad, il direttore generale delle antichit\u00e0 di Palmira, barbaramente decapitato il 18 agosto 2015 per essersi rifiutato di lasciare la citt\u00e0 e collaborare con i terroristi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Volti di Palmira ad Aquileia,<\/strong> la mostra che apre il 2 luglio al Museo Nazionale Archeologico di Aquileia, \u00e8 la prima dedicata in Europa alla citt\u00e0 dopo le distruzioni recentemente perpetrate. Un\u2019altra tappa, dal fortissimo valore simbolico, di quel percorso dell\u2019\u201cArcheologia ferita\u201d, che la Fondazione Aquileia ha intrapreso nel 2015 con la mostra dei tesori del Bardo di Tunisi\u201d per dare conto di quanto accade ormai da anni nei Paesi teatro di distruzioni e violenze operate dal terrorismo fondamentalista, mostrando al pubblico opere provenienti da quei siti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019esposizione, a cura di Marta Novello e Cristiano Tiussi &#8211; realizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia grazie ai prestiti concessi dal Terra Sancta Museum di Gerusalemme, dai Musei Vaticani, dai Musei Capitolini, dal Museo delle Civilt\u00e0-Collezioni di Arte Orientale \u201cGiuseppe Tucci\u201d, dal Museo di Scultura Antica \u201cGiovanni Barracco\u201d, dal Civico Museo Archeologico di Milano e da una collezione privata \u2013 raccoglie sedici pezzi originari di Palmira\u00a0 \u2013 alcuni dei quali riuniti per la prima volta dopo la loro dispersione nelle collezioni occidentali\u2013 e otto da Aquileia che vogliono dimostrare, pur nella distanza geografica e stilistico-formale, il medesimo sostrato culturale e formule iconografiche affini delle due citt\u00e0. La mostra ha ricevuto il\u00a0 patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l\u2019UNESCO, del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo e del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale ed \u00e8 realizzata anche grazie al sostegno di Gruppo Danieli, Friulana Gas, Cassa Rurale Fvg, e Confindustria Udine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u201c<em>Sia Palmira che Aquileia \u2013 <\/em>rammentano <strong>Antonio\u00a0Zanardi Landi<\/strong> e <strong>Cristiano Tiussi<\/strong>, Presidente e Direttore<strong>\u00a0<\/strong>della Fondazione Aquileia \u2013 <em>erano luoghi di tolleranza e fruttuosa convivenza tra culture e religioni diverse, oltre a esser testimoni che diciotto secoli fa il Mediterraneo costituiva un\u2019unit\u00e0\u00a0integrata non solo dal punto di vista dei commerci, ma anche di quello della circolazione delle idee e dei canoni artistici e narrativi.<\/em>\u201d\u00a0Una comunanza che si riverbera anche con Venezia, come sottolinea <strong>Debora Serracchiani<\/strong>, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che nella prefazione al catalogo della mostra scrive: &#8220;<em>Palmira svilupp\u00f2 l\u2019arte del commercio, vendendo ai romani quei beni di lusso che comprava dai persiani e che provenivano dalle lontane India e Arabia. Incenso, mirra, pepe, avorio, perle e stoffe che venivano scambiati per grano, vino, olio e\u00a0<\/em>garum<em>.\u00a0Gli scambi con il mondo diedero un carattere particolarissimo, aperto e cosmopolita a quest\u2019oasi aramaica, proprio come secoli dopo plasmarono il carattere di Venezia<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Palmira era citt\u00e0 carovaniera dai contorni mistici, definita nel corso delle varie epoche \u201ccitt\u00e0 delle palme\u201d, \u201csposa del deserto\u201d, \u201cVenezia delle sabbie\u201d, la cui\u00a0posizione, a confine tra Oriente e Occidente, ne ha segnato il destino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gi\u00e0 Plinio il Vecchio nella <em>Naturalis Historia <\/em>aveva evidenziato questa peculiarit\u00e0<em>: \u00abPalmira \u00e8 una nobile citt\u00e0 per il sito in cui si trova, per le\u00a0ricchezze\u00a0del suolo, per la piacevolezza delle sue acque. Da ogni lato distese di sabbia circondano i suoi campi, ed ella \u00e8 come isolata dal mondo per opera della natura.\u00a0Godendo\u00a0di\u00a0<\/em>una<em>\u00a0sorte privilegiata tra i due maggiori imperi, quello dei Romani e quello dei Parti, ella viene sollecitata dall&#8217;uno e dall&#8217;altro, quando si scatenano le discordie&#8230;\u00bb.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Una posizione questa che l\u2019accomuna ad Aquileia. E il fine della mostra \u00e8 anche far emergere, come spiegano la Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia <strong>Marta Novello<\/strong> e il Direttore del Polo Museale del Friuli Venezia Giulia <strong>Luca Caburlotto<\/strong>, \u201c<em>quell\u2019unit\u00e0 culturale che attraverso la contaminazione di modelli eterogenei, nelle pur diverse espressioni formali, costitu\u00ec la peculiarit\u00e0 del mondo romano.<\/em>\u201d Anche Aquileia era citt\u00e0 di commerci e di confine, porta verso Oriente dell\u2019Impero Romano, e anche\u00a0\u201cPorta da Oriente\u201d, visto che proprio via Aquileia raggiunsero Roma contaminazioni orientali che ebbero influssi profondi sull\u2019Impero Romano in termini di idee, canoni artistici e sensibilit\u00e0. Se il grande, e temuto, vicino di Palmira era la Persia, il grande vicino di Aquileia erano i popoli barbarici.\u00a0A conferma di relazioni frequenti e molto vitali, nell\u2019antica Roma fioriva una solida comunit\u00e0 palmirena, come dimostrano il bassorilievo con iscrizione in palmireno prestato per l\u2019occasione dai <strong>Musei Capitolini<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il carattere di Palmira, quale vivace crocevia di idee, aspirazioni, usi e costumi, di correnti formali e stilistiche locali, orientali, ma anche greche e romane, ha dato forma all\u2019immagine che i suoi abitanti hanno voluto fare e lasciare di s\u00e9, consegnandola all\u2019eternit\u00e0 attraverso i loro monumenti funerari. Fra i materiali maggiormente significativi dell\u2019arte palmirena, i rilievi funerari rivestono un ruolo di grande importanza nell\u2019affermazione della fama mondiale della citt\u00e0. Grazie alla diffusione di questi originali reperti, gli antichi cittadini di Palmira, \u201c<em>con i loro volti, i loro abiti e i loro gioielli<\/em>\u201d, per usare le parole del famoso archeologo francese Paul Veyne, sono diventati ora \u201c<em>cittadini del mondo<\/em>\u201d: la mostra vuole far conoscere al mondo contemporaneo gli antichi cittadini del mondo, indicandone mansioni e ruoli. Un esempio di questa forte individualit\u00e0 \u00e8 la raffinata testa proveniente dai <strong>Musei Vaticani<\/strong>, in cui la mansione di sacerdote \u00e8 riconoscibile dal copricapo tronco-conico (<em>modius<\/em>) considerato proprio dei sacerdoti di Bel, o la testa che arriva dalla\u00a0<strong>Custodia di Terra Santa<\/strong>\u00a0ornata da una corona di foglie e bacche di alloro fissata da un medaglione. Anche commercianti o funzionari della pubblica amministrazione saranno presenti nelle sale del Museo Nazionale Archeologico di Aquileia, appositamente riallestite, riconoscibili da un foglietto di papiro nella mano sinistra, come il rilievo del Salamallat da <strong>Gerusalemme<\/strong> o quello di Makkai da <strong>collezione privata<\/strong>. Senza parlare del celebre universo femminile di Palmira \u2013 di cui l\u2019illuminata regina Zenobia, colei che os\u00f2 sfidare l\u2019autorit\u00e0 di Roma marciando sulla capitale dell\u2019Impero, non \u00e8 che l\u2019epigona \u2013 benissimo rappresentato nella mostra da\u00a0cinque dame elegantemente vestite e acconciate. Come Charles Baudelaire, che magnific\u00f2 nel suo poema \u201cI fiori del Male\u201d i gioielli di Palmira, il visitatore della mostra non potr\u00e0 che rimanere incantato davanti all\u2019originalit\u00e0 e alla ricchezza degli ornamenti delle donne palmirene, abituate a sfoggiare pi\u00f9 bracciali simultaneamente, <em>fibulae<\/em> e diademi, e anelli su tutte le parte delle dita, come nel magnifico rilievo dal <strong>Museo Barracco<\/strong>, dove il monile \u00e8 indossato sulla falangina del mignolo sinistro. Altrettanto curioso \u00e8 il pendente dello stesso rilievo, un gioiello a forma di campana agganciato a un bracciale a torciglione, un amuleto diffuso in tutta la Siria romana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Che Palmira fosse un ricco crocevia di culture \u00e8 immediatamente riscontrabile dall\u2019abbigliamento dei suoi cittadini rappresentati in mostra nella splendida lastra del <strong>Museo Tucci<\/strong>, dove la figura femminile \u00e8 vestita alla greca con il <em>chiton<\/em> (tunica) e l\u2019<em>himation <\/em>(mantello), e i capelli acconciati da un turbante con un velo trattenuto da un prezioso diadema di cui si percepisce ancora chiaramente l\u2019originaria splendida policromia, mentre il fanciullo ritratto poco pi\u00f9 in alto \u00e8 abbigliato alla moda partica, con una tunica al ginocchio con galloni dipinti, orlo svasato alle estremit\u00e0 e pantaloni a sbuffo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pur a fronte dei caratteri spiccatamente orientali e della rigida frontalit\u00e0 che li contraddistinguono, i rilievi palmireni condividono forme e modalit\u00e0 di auto-rappresentazione comuni a tutto l\u2019Impero Romano. L\u2019occhio pi\u00f9 attento potr\u00e0 cos\u00ec notare la diversit\u00e0 di stili, e le abitudini simili, cos\u00ec come la comune scarsa caratterizzazione fisionomica dei volti: gli aquileiesi appaiono modesti, quasi schivi a confronto degli abitanti di Palmira, che trasmettono invece un senso di sicurezza e di compiacenza dovuto anche alla compattezza e impenetrabilit\u00e0 tipica dell\u2019arte provinciale e in particolare orientale. Si potr\u00e0 ammirare l\u2019inconfondibile stile scultoreo caratteristico delle botteghe palmirene, che quasi ritaglia nella materia in modo minuzioso i dettagli decorativi, in modo grafico, poco profondo e molto efficace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Volti di Palmira ad Aquileia<\/strong> sar\u00e0 accompagnata dalla mostra fotografica <strong><em>Sguardi su Palmira \u2013 fotografie di Elio Ciol eseguite il 29 marzo 1996\u201d<\/em><\/strong>, che si terr\u00e0 nei nuovi spazi della <strong>Domus e Palazzo episcopale in piazza Capitolo<\/strong> e sar\u00e0 costituita da venti preziosi scatti inediti del Maestro prima delle recenti distruzioni. Sar\u00e0 inoltre esposta in piazza Capitolo la scultura \u201cLe memorie di Zenobia\u201d dell\u2019artista contemporaneo siriano Elias Naman, generosamente prestata dal Gruppo Danieli: essa vuole ricordarci con il suo sguardo la drammaticit\u00e0 del momento presente. Collegate alla mostra saranno infine organizzate le conferenze del professor Daniele Morandi Bonacossi, docente di Archeologia del Vicino Oriente all&#8217;Universit\u00e0 di Udine e direttore di missioni archeologiche a Palmira e a Ninive in Iraq (2 luglio al MAN, alle ore 17.30), del professor Paolo Matthiae, insigne archeologo, autore degli scavi di Ebla in Siria\u00a0 (26 luglio), del Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Generale del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri, sul commercio illegale di antichit\u00e0 che, come \u00e8 noto, \u00e8 uno dei mezzi di finanziamento dei terroristi (data da definire in settembre).\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Durante l\u2019Aquileia Film Festival il 26 luglio verr\u00e0 inoltre proiettato il cortometraggio \u201cQuel giorno a Palmira\u201d di Alberto Castellani, con l\u2019intervista a Khaled al-Asaad, e nel corso dell\u2019estate la prima italiana del film \u201cDestruction of Memory\u201d, di Tim Slade.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un percorso, quello costruito attorno alla mostra, per rammentare ci\u00f2 che scrive nella sua premessa al catalogo della mostra (in italiano e inglese, Gangemi editore) l\u2019archeologo <strong>Daniele Morandi Bonacossi<\/strong>: \u201c<em>Mai nella storia dell\u2019uomo, neppure nei momenti pi\u00f9 bui dei conflitti mondiali del secolo scorso, il patrimonio culturale dell\u2019umanit\u00e0 aveva subito devastazioni cos\u00ec sistematiche e intenzionali come oggi in Siria e Iraq. Dopo oltre sei anni di guerra civile siriana\u00a0 (\u2026) una parte significativa dello straordinario patrimonio culturale di questi paesi si trova ancora sotto il controllo di forze islamiste, che perseguono la deliberata distruzione dei monumenti e siti archeologici come strumento politico e di lotta per il potere<\/em>\u201d. Distruzioni che, come rileva il Presidente della Fondazione Aquileia, <strong>Zanardi Landi<\/strong>, \u201c<em>hanno sottratto una parte rilevante del patrimonio artistico dell\u2019Umanit\u00e0 e non solo colpiscono l\u2019identit\u00e0 culturale, religiosa, ideale e artistica di siriani, iracheni, egiziani, tunisini, ma anche la nostra, costituendo un danno gravissimo e irreparabile al nostro essere italiani ed europei\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>INFORMAZIONI <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Titolo mostra: <strong>Volti di Palmira ad Aquileia<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Durata: <strong>2 luglio 2017 &gt; 3 ottobre 2017<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sede:\u00a0 <strong>Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, Via Roma 1, 33051 &#8211; Aquileia (UD)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Orario<strong>: da marted\u00ec a domenica: dalle 8.30 alle 19.30 <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Mostra fotografica: <strong><em>Sguardi su Palmira \u2013 fotografie di Elio Ciol eseguite il 29 marzo 1996\u201d<\/em><\/strong>,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sede: <strong>Domus e Palazzo Episcopale, piazza Capitolo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Orario<strong>: da marted\u00ec a domenica: dalle 9.00 alle 19.00<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ulteriori info e dettagli su:\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it\">www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it<\/a><strong>; <\/strong><a href=\"http:\/\/www.fondazioneaquileia.it\">www.fondazioneaquileia.it<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>UFFICI STAMPA <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Mostra: <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Federica Mariani<\/em>\u00a0 <a href=\"mailto:federicamariani@mondomostre.it\">federicamariani@mondomostre.it<\/a>; cell + 39\u00a0 3666493235\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Margherita Belgiojoso<\/em> \u00a0<a href=\"mailto:mbelgiojoso@yahoo.com\">mbelgiojoso@yahoo.com<\/a>;\u00a0 cell \u00a0+39\u00a0 339 614 8483<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong><em>Fondazione Aquileia:<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Erica Zanon\u00a0 <\/em>ufficiostampa@fondazioneaquileia.it; cell +39 3490557187<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gianluca Baronchelli ufficiostampa@fondazioneaquileia.it cell +39 3480347142<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Museo Nazionale Archeologico di Aquileia dal 2 luglio al 3 ottobre 2017 &nbsp; Guerre e devastazioni naturali hanno distrutto, a volte cancellato, le architetture, l\u2019arte e i manufatti artistici delle popolazioni mondiali di ogni tempo. Brucia ancora la memoria dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che hanno inflitto ferite profonde all\u2019architettura e all\u2019arte del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-22207","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22207\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.cameraitalianabarcelona.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}